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Tenendo presente che il progetto di realizzazione di un impianto fotovoltaico per famiglie è strettamente legato alla volontà di prodursi l’energia senza sostenere nel tempo spese derivanti dal consumo energetico familiare. Sono valide, anche se in piccola scala, tutte le considerazioni fatte nel capitolo “Impianti Industriali”, ma le procedure sono molto più snelle data la semplificazione progettuale ed organizzativa.  Dal punto di vista finanziario, l’impianto si finanzia a costo zero senza che la famiglia aggiunga oneri a suo carico. L’analisi prende in esame l’istallazione di un impianto da 3kw, ossia l’impianto tipo di un’abitazione, nella fattispecie concepito per una famiglia di quattro persone. L’impianto fotovoltaico occupa trenta metri quadri e con un costo di 7.000 euro al kW più Iva al 10%, l’investimento iniziale è di circa 23.000 euro. Il rientro dell’investimento è considerato anche in base al luogo, per cui l’analisi tiene conto del rientro al nord, centro e sud, chiaramente la produttività del fotovoltaico aumenta andando verso sud e i tempi di rientro diventano sensibilmente più rapidi nel sud Italia. Considerando la vita media di un impianto fotovoltaico di questo tipo intorno ai vent’anni, l’ammortamento dei costi di istallazione secondo l’analisi Enea è prevista tra i dieci anni per il nord fino a scendere a sette anni per il sud Italia. Considerando però la cumulabilità degli incentivi locali con quelli nazionali l’ammortamento si riduce anche per il nord a circa otto anni. Dall’analisi emerge che sommando al risparmio energetico la tariffa incentivante di 0,44 euro al kW che viene riconosciuta per vent’anni per l’energia prodotta in eccesso il risparmio varia da un minimo di circa 2000 euro a 2800 euro l’anno. A questo si può sommare il premio aggiuntivo previsto quando all’istallazione dei pannelli fotovoltaici si aggiungono interventi di risparmio energetico che fanno lievitare la tariffa incentivante fino al 30% in più. Insomma il fotovoltaico oltre che utile all’ambiente può essere utile anche all’economia delle famiglie italiane. Un discorso a parte va fatto per le detrazioni irpef, previste nella misura del 36% della spesa da suddividere in dieci rate annuali di pari importo, considerato che la detrazione non è cumulabile con la tariffa incentivante, dall’analisi Enea risulta antieconomico approfittarne dato che la detrazione irpef fa allungare i tempi di rientro dell’investimento iniziale dai 7-8 anni fino a oltre i vent’anni. Per una volta sembra che detrarre dalle tasse l’investimento non sia la soluzione più brillante.
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